Lavoro e integrazione sociale

L'integrazione delle persone disabili costituisce una priorità sia per chi è direttamente interessato sia per gli organi sociali e politici. Un concetto ribadito nel 2014 con l'adesione della Svizzera alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Lo scopo del programma di ricerca è far capire all'opinione pubblica in che modo le limitazioni fisiche insieme a fattori ambientali e personali influiscono sull'integrazione e sulla partecipazione sociale degli individui con menomazioni. La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) costituisce in tal senso il contesto generale.

Attraverso la nostra ricerca applicata cerchiamo di individuare i presupposti per un'integrazione sostenibile nel mondo del lavoro delle persone con lesione midollare. A tal fine analizziamo i fattori che contribuiscono o al contrario impediscono agli individui interessati di essere soddisfatti e in salute e di continuare a lavorare fino al momento del pensionamento. Le nozioni ricavate grazie alla nostra ricerca forniscono quindi una base di dati per ottimizzare e sviluppare le offerte assistenziali già esistenti e nuove per le persone mielolese che si dedicano a un'attività professionale.

Employment and Social Integration Swiss Paraplegic Research

Contatti

Progetti di ricerca

  • In Svizzera, più del 50% delle persone mielolese ha un lavoro retribuito. Circa il 30% in meno rispetto all'intera popolazione. I programmi di reinserimento professionale si prefiggono di integrare questi individui nel lungo periodo in una posizione soddisfacente e capace di dare un senso alla loro vita e al tempo stesso di incrementare la quota di persone mielolese con un'occupazione. C'è quindi bisogno di nozioni generali e fondate riguardo quei fattori che nel breve, medio e lungo termine influiscono sulla reintegrazione lavorativa dei mielolesi.

    Basandoci sulle informazioni raccolte con lo studio di coorte nazionale sulla lesione midollare (SwiSCI) e collaborando a stretto contatto con l'Istituto per l'inserimento professionale (ParaWork) del Centro svizzero per paraplegici (CSP) portiamo avanti progetti di ricerca per determinare i fattori che favoriscono o al contrario ostacolano l'integrazione lavorativa duratura e sostenibile delle persone para e tetraplegiche. Oltre a studiare le diverse possibilità per la reintegrazione nel mondo lavorativo ci impegniamo anche per trovare il modo ottimale di conciliare persona e lavoro. Il nostro obiettivo principale è stabilire punti di partenza per interventi che siano orientati al reinserimento professionale sostenibile di chi ha una lesione midollare.

  • Negli ultimi anni abbiamo notevolmente approfondito le conoscenze su come sostenere nel miglior modo possibile le persone affette da disabilità nel momento in cui decidono di tornare al lavoro dopo un infortunio o una malattia. Al contrario sappiamo ancora poco circa i fattori che dopo la ripresa di un'attività professionale consentono o impediscono a questi individui di continuare a lavorare in maniera soddisfacente, duratura e in salute fino al pensionamento. I dati ricavati dallo studio di coorte nazionale sulla lesione midollare (SwiSCI) confermano le osservazioni internazionali, vale a dire che alle persone vittime di una lesione del midollo spinale capita più spesso di ritirarsi prima dal mondo del lavoro rispetto alla popolazione media.

    Ormai si diffonde sempre più l'idea che una lesione a carico del midollo spinale non solo necessita di un'immediata riabilitazione post-trauma, ma anche di una gestione vita natural durante della salute al fine di consentire una partecipazione ottimale al mondo del lavoro.

    Per poter sostenere in modo duraturo una partecipazione ottimale al mondo del lavoro, dobbiamo conoscere i fattori d'influsso più rilevanti e il modo in cui agiscono e comprenderne meglio le interazioni. Osservando e valutando i percorsi professionali ricaviamo le conoscenze basilari.

  • Gli accertamenti per l'idoneità al lavoro si basano su perizie mediche e costituiscono il fondamento per decidere se una persona assicurata con l'AI, SUVA o un'assicurazione privata ha diritto oppure no a un'indennità giornaliera, una pensione o misure per la reintegrazione professionale. Per prendere decisioni il più corrette possibili, le perizie mediche dovrebbero fornire valutazioni comparabili sull'idoneità al lavoro. Inoltre, dovrebbero mostrare in maniera chiara come sono arrivate alle loro conclusioni.

    Questo richiede di abbandonare l'impostazione biomedica e orientata alla diagnosi imperante ormai da parecchi anni e accogliere invece un modello bio-psico-sociale che rimetta al centro la capacità funzionale di un individuo rispetto al lavoro. Una perizia basata sulle funzioni e di tipo bio-psico-sociale può mostrare in che modo le limitazioni dovute a una disabilità e i fattori contestuali a livello ambientale e personale possono influire sulla capacità di una persona di soddisfare le richieste di una vera attività professionale. Basandoci sul modello globale bio-psico-sociale della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) ci impegniamo a elaborare strumenti basati sulle funzioni che aumentano la standardizzazione e la trasparenza nel settore degli accertamenti per l'idoneità al lavoro.

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