Portrait von Guido A. Zäch
Portrait von Guido A. Zäch

Guido A. Zäch (1935–2026)

Uomo. Visionario. Pioniere.

Il dr. med. dr. h.c. Guido A. Zäch è stato il pioniere della riabilitazione globale di persone con lesione midollare. Il giovane medico e futuro fondatore della Fondazione svizzera per paraplegici già negli anni ’60 era entrato in contatto con persone para e tetraplegiche. Egli si rese rapidamente conto delle lacune esistenti all’interno del sistema ospedaliero, sociale e assicurativo svizzero e quindi concretizzò la visione della riabilitazione globale delle persone para e tetraplegiche. 

 

Dal 1973 al 1989 Guido A. Zäch diresse in veste di primario il Centro per paraplegici di Basilea e con instancabile tenacia lottò per le pari opportunità delle persone mielolese. La sua visione: far sì che le persone in carrozzina ritornino a condurre una vita indipendente e autodeterminata.

Fu così che nel 1975 costituì la Fondazione svizzera per paraplegici, nel 1978 l’Unione dei sostenitori che oggi annovera oltre 2 milioni di membri, nel 1980 l’Associazione svizzera dei paraplegici quale associazione mantello delle persone mielolese, mentre nel 1990 inaugurò il Centro svizzero per paraplegici e infine l’Istituto Guido A. Zäch nel 2005. Nel 2007 fu nominato presidente onorario della Fondazione svizzera per paraplegici.

Uomo

Il suo modo di presentarsi ricordava quello di un uomo di stato e in questo modo si faceva rispettare. Allo stesso tempo, con il suo sorriso conquistava tutti. Guido A. Zäch è sempre rimasto modesto. Riusciva a rapportarsi facilmente con il prossimo e trattava tutti allo stesso modo, sia che avesse di fronte un tassista o un Consigliere federale. Inginocchiarsi mentre parlava alle persone in carrozzina, in modo da poter guardare loro direttamente negli occhi, diventò uno dei suoi gesti più caratteristici.

La sua famiglia gli permetteva di evadere dalla quotidianità, di dimenticare per un attimo i propri doveri. Allora si rifugiava nella musica, nei libri, nelle sue collezioni e nel giardino, dove potava gli alberi e falciava il prato a mano. Oppure si dedicava al suo biotopo con le anatre o ai maialini che teneva in un recinto.

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«Tutto ciò che può essere migliorato, va modificato.»

Guido A. Zäch

Visionario

La domanda se la lesione midollare fosse contagiosa fu per lui una delle più memorabili, non da ultimo perché gli mostrò l’abisso che ancora si apriva tra la sua visione della riabilitazione globale e l’idea che vi era delle persone mielolese tra la popolazione. Sempre un passo avanti rispetto agli altri, nel 1973 già parlava di pari opportunità delle persone mielolese.

Grazie al suo instancabile impegno oggi le persone che hanno subìto una lesione del midollo spinale sono integrate nella società, godono di pari opportunità e possono ambire a prospettive di vita che non molto tempo fa sembravano ancora inconcepibili. Infatti, in Svizzera oltre il sessanta per cento di loro riprende un’attività lavorativa; una cifra che non trova eguali a livello internazionale. Per arrivare a questo punto c’è stato bisogno di una visione chiara, assertività, una buona dose di coraggio e un’incredibile tenacia.

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«L’assistenza globale delle persone con lesione midollare può essere garantita solo con una settimana da 168 ore. Perché il paziente soffre tutte le 168 ore e non una mezz’ora in meno.»

Guido A. Zäch

Pioniere

Lavorava tra le ottanta e le novanta ore a settimana, non prendeva praticamente mai libero e rinunciava alle ferie. Una dedizione immane che lo accompagnò per tutta la vita. «L’assistenza globale delle persone con lesione midollare può essere garantita solo con una settimana da 168 ore. Perché il paziente soffre tutte le 168 ore e non una mezz’ora in meno», amava ricordare. Dai suoi collaboratori, ma anche dai pazienti, esigeva il massimo impegno. «Fare abbastanza è troppo poco. Se stai dando tutto, puoi fare di più.»

 

Siccome all’epoca presso il Centro per paraplegici di Basilea non fu autorizzata una piattaforma di atterraggio per gli elicotteri, all’imbrunire i collaboratori parcheggiavano le loro macchine in modo tale che accendendo i fari era possibile garantire un atterraggio sicuro.

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Guido A. Zäch – La sua vita in immagini

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01.10.1935: Guido Alfons Zäch nasce a Häggenschwil (SG), settimo di nove figli. La sua infanzia è caratterizzata dalla vita in fattoria e dalla rigida educazione cattolica del padre.

Film Guido A. Zäch

Questo film accende i riflettori su Guido A. Zäch e sull’opera grandiosa della sua vita da diverse prospettive. Ex pazienti, colleghi e compagni di vita parlano delle loro esperienze personali con il carismatico precursore della riabilitazione globale.

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