Gemäss dem querschnittgelähmten Basler beginnt Mobilität im Kopf

«La mobilità inizia nella mente»

Simon Hitzinger è una persona allegra.

Come per miracolo il 23enne Simon Hitzinger ha sopravvissuto a una caduta da dodici metri. Subito si è chiesto se la sua vita in sedia a rotelle avesse ancora un senso. Oggi è impegnato in veste di ambasciatore per «Ginto», l'app per l'accessibilità. Simon ha una visione: permettere alle persone con disabilità di fare dei viaggi meravigliosi.

Testo: Tamara Reinhard
Foto: Richard Zihlmann / Selina Spall

Ambasciatore per caso

È verso mezzogiorno, temperature estive. Hitzi, vestito in modo originale, è seduto nella sua sedia a rotelle e si gode il sole sulla passeggiata del lago di Lucerna, nei pressi del KKL. Con il suo sorriso malizioso e la sua presenza radiosa attira gli sguardi dei passanti. Non sorprende che sia stato lì lì per vincere il titolo di Mr. Handicap nel 2014. Ma perché si era candidato?

«Intendevo smuovere qualcosa.» Infatti, se sei eletto, diventi ambasciatore per le persone con disabilità per la durata di un anno. Il vincitore ha la missione di mettere in piedi un proprio progetto. Quale sarebbe stato il suo? «Sarei andato in tutte le grandi città e avrei chiesto ai politici locali di sedersi in una sedia a rotelle.»

Der Querschnittgelähmte Simon Hitzinger hält das Steuer in den Händen. Sein Kurs: Reisemöglichkeiten für alle aufzeigen

Attirare l’attenzione sulle problematiche

Molto spesso, coloro che prendono decisioni importanti per le persone con handicap non conoscono neppure le opinioni degli interessati. Come volete si arrivi così a un risultato soddisfacente? Mettersi per due ore in una sedia a rotelle e cercare di superare bordi di marciapiede e altri ostacoli non è chiedere troppo a mio avviso.» Marciapiedi troppo alti costituiscono degli ostacoli per le persone in sedia a rotelle, ma non solo. Anche le persone con il deambulatore fanno fatica a superarli in tutta sicurezza. «Non si riflette abbastanza quando si progettano edifici o strade, questo ne impedisce l’accesso alle persone con delle limitazioni fisiche», spiega Hitzi.

Simon Hitzinger non è stato eletto a Mr. Handicap. C’è bisogno di un tale titolo per realizzare la propria idea? «No, anche se è senz'altro più facile quando sei al centro dell'attenzione dei media in veste di Mr. Handicap.» Ma Hitzi non è uno che rinuncia ai suoi progetti. Nelle sue interviste non perde l'occasione per parlare della situazione insoddisfacente per le persone mielolese, esistente nelle stazioni ferroviarie o per quanto concerne marciapiedi e costruzioni. «È una vera battaglia riunire i politici a un tavolo.» A Basilea ci ha provato, ma sinora senza successo.

 

Quando ha avuto l’incidente, Hitzi era già membro della Fondazione svizzera per paraplegici. «Non sapevo nemmeno che i miei genitori avessero un’affiliazione come famiglia».

Un’accessibilità controversa

Quanto è complicato viaggiare per le persone mielolese? «In Svizzera non ci possiamo lamentare. Ma penso che non venga tenuto sufficientemente conto dell'aspetto dell'accessibilità nella progettazione di edifici pubblici. Invece di correggere il tiro a cose fatte, bisognerebbe impiegare meglio i mezzi finanziari sin dall’inizio. Per esempio a Basilea ci sono i tram a pianale ribassato, ma in molti casi lo spazio tra il marciapiede e il tram è troppo grande ed è superabile solo con una rampa ribaltabile manualmente.»

Hitzi, che ha un modo di agire proattivo, sa come farsi ascoltare. Risoluto nel volere che le stazioni ferroviarie siano prive di barriere, si è riunito con i rappresentanti delle FFS per analizzare la situazione riguardo alla Legge sui disabili (LDis) entrata in vigore nel 2002. L’articolo 22 di tale legge esige da parte delle aziende di trasporto che “Le costruzioni e gli impianti esistenti come pure i veicoli dei trasporti pubblici devono essere conformi alle esigenze dei disabili entro 20 anni dall'entrata in vigore della presente legge.” «I responsabili delle FFS stessi mi hanno detto che non riusciranno a raggiungere questo obiettivo. Nel loro video però pubblicizzano il fatto che tutte le stazioni saranno rese accessibili entro il 2022, invece di dire la verità. In realtà certe stazioni non verranno ristrutturate, bensì chiuse.»

La mobilità come sfida

Lo sguardo di Hitzi si posa sul lago: «Non potrei fare a meno del sole.» Cosa farà nelle vacanze estive? «Attraversare il sud degli Stati Uniti con un amico.» Un’impresa non facile a prima vista. «Non proprio, a Miami per esempio molti hotel e ristoranti sono accessibili con la sedia a rotelle.» Hitzi si studia lui stesso gli itinerari, dove è sicuro di potersi muovere senza bisogno di aiuto, oppure li discute con altri che ci sono già passati. «Io sono abbastanza indipendente, ma ci sono certi che hanno più difficoltà.» Ciò non toglie che una cosa che gli dà fastidio è dover pianificare ogni piccolo o grande viaggio nei minimi dettagli.

Der Rollstuhlfahrer besucht eine Veranstaltung mit rotem Teppich.
Der Rollstuhlfahrer setzt sich ein für Betroffene.

Ideato da e per le persone a mobilità ridotta

Quando ha avuto il suo incidente, a 17 anni, Hitzi era già membro della Fondazione svizzera per paraplegici. «Non sapevo nemmeno che i miei genitori avevano un’affiliazione come famiglia». Avendo una lesione midollare che implica una dipendenza permanente dalla sedia a rotelle, a Hitzi è stato versato l'importo di CHF 200 000 del sussidio sostenitori, soldi che ha potuto spendere come voleva. Molti sono quelli che sfruttano la somma per fare lavori di adattamento in casa per coprire gli elevati costi che comporta una lesione midollare.

Hitzi, un appassionato di viaggi, ha impiegato una parte della somma del sussidio sostenitori per «Anyway Travelling», il suo primo progetto lanciato nel 2017. «Proprio perché viaggiare in Svizzera o all'estero richiede una buona pianificazione, sto elaborando un portale online fatto dai mielolesi per i mielolesi e persone con altre disabilità fisiche. Se si vuole essere sicuri dell'affidabilità delle informazioni riguardo all’accessibilità dei luoghi o degli hotel, ci si può fidare soltanto dei commenti delle persone in queste condizioni.» Esistono già alcuni portali, ma spesso o non sono più attuali o sono poco strutturati. Ciò nonostante, Simon ha continuato a testare alcune app, fino a scoprire recentemente «Ginto», un'app per l'accessibilità che lo ha convinto all'istante, tanto da migrare il suo progetto in questa stessa app. Simon è spesso in giro in veste di ambasciatore per l'app «Ginto». La trasmissione televisiva SRF 10vor10 lo ha accompagnato a Basilea sul suo percorso di rilevamento dei luoghi. Essendo gestita direttamente dalle persone disabili e destinata alle stesse, l'app Ginto non presenterà le note carenze ben note agli utenti.

  • Ginto è una delle sue app preferite. Sviluppata da Julian Heeb, ingegnere ETH e lui stesso in sedia a rotelle elettrica, Ginto riprende l’idea del crowdsourcing, in cui ogni utente è abilitato ad inserire ed elaborare informazioni sull’esempio di Wikipedia. È così che è nata quindi una piattaforma d’informazione mondiale che permette agli utenti di condividere informazioni riguardo all’accessibilità di luoghi sulla base di criteri oggettivi. I requisiti di accessibilità sono infatti filtrabili in funzione del profilo personale di ogni utente – che si tratti di persone in carrozzella, di malvedenti o di genitori con passeggino – facendo sì che le persone con le limitazioni più diverse possano avvalersi di quest app.

Nonostante la sua lesione midollare, Hitzi ha ripreso in mano la sua vita e si impegna a favore di altri nelle sue stesse condizioni. Pieno di charme, padroneggia alla perfezione l’arte di parlare di temi legati alla paraplegia in modo semplificato ma diretto. E sa quello che vuole: «Con questa piattaforma, voglio che la mobilità sia garantita a tutti.» Il suo viaggio negli Stati Uniti quest’estate sarà per lui l’occasione di testare un numero di hotel sotto l’aspetto dell’accessibilità per le persone con disabilità. Hitzi non è disposto a perdere la voglia di vivere – tante sono le sue idee per le quale vale la pena di battersi.

 

In Svizzera, un giorno sì e uno no, una persona diventa paraplegica.

 

Una lesione del midollo spinale comporta elevati costi consecutivi, per esempio per i lavori di adattamento dell'abitazione o dell’automobile. Aderite perciò come membri dell'Unione dei sostenitori della Fondazione svizzera per paraplegici, per ricevere 250 000 franchi nell'eventualità di un'emergenza.

Diventare membri

    • I membri ricevono un sussidio sostenitori di 250 000 franchi in caso di para o tetraplegia conseguente a infortunio che implichi una dipendenza permanente dalla sedia a rotelle.
    • Il versamento avviene in tutto il mondo.
    • Versamento rapido e senza trafile burocratiche.
    • Già 1,8 milioni di membri hanno fiducia nella Fondazione svizzera per paraplegici.

    • Il pagamento avviene indipendentemente da prestazioni assicurative, dal luogo d’infortunio o di cura.

    • Possono aderire sia persone residenti in Svizzera che all'estero.

  • La Fondazione svizzera per paraplegici è un’opera solidale di pubblica utilità, impegnata a favore della riabilitazione globale delle persone con lesione midollare. Insieme alle sue società affiliate e organizzazioni partner assicura un'assistenza a vita alle persone para e tetraplegiche. La Fondazione svizzera per paraplegici sostiene finanziariamente il Centro svizzero per paraplegici.  Nel Centro svizzero per paraplegici vengono trattati casi di lesione midollare e di lesioni alla schiena di altro genere. In Svizzera sono già 1,8 milioni di persone ad essere membri dell'Unione dei sostenitori della Fondazione svizzera per paraplegici.