René Hübner - Armwrestling

«Sono d’indole battagliera – arrendersi non è da me.»

Voleva salvare un bambino ed è rimasto lui stesso vittima di un infortunio. La storia di René Hübner è segnata da vari contraccolpi. Ma il turgoviese ha trovato tutte le volte una via d’uscita, con la forza di volontà e dei suoi muscoli.

È incredibile, questa mano forte come il cemento armato. Chi vuole abbassare il braccio di René Hübner sul tavolo, deve allenarsi seriamente. Al braccio di ferro con un non-sportivo non cede di un millimetro. Tutta un’altra scena quando la competizione ha luogo tra uomini vigorosi: le mani tremano dallo sforzo, l’energia si sfoga tramite urla e grida. I due sfidanti si ancorano al tavolo, lottano per minimi spostamenti del polso, reagiscono in un battibaleno. «Il braccio di ferro è adrenalina pura», afferma René Hübner, «Lì dai il 120 percento!» Nella lotta ci mette tutta l’energia che ha in corpo.

 

Testo: Stefan Kaiser
Foto: Beatrice Felder

Con la forza dei muscoli verso nuovi obiettivi

La ricompensa per gli atti di forza del 42enne turgoviese è una coppa in bella mostra nella sua sala da pranzo. Poi ci sono gli album di fotografie che illustrano gli aspetti di un tipo di sport che non ha nulla a che vedere con l’ambiente delle osterie di porto, con il quale spesso i profani collegano il cosiddetto «Armwrestling». Sulle foto si vedono atleti altamente concentrati al tavolo di gara, squadre nazionali in competizione e istantanee di scenari in cui le più svariate combriccole di persone si divertono insieme.

«Siamo come una grande famiglia», racconta il campione svizzero dello scorso anno. «Ci si aiuta a vicenda. Quando mi reco a gare internazionali, alcuni membri del club mi accompagnano e fanno il tifo per me.» Il più grande club di persone che praticano il braccio di ferro della Svizzera orientale, il L. A. C. Löwen Arm Crew, conta trenta membri, tra cui sei donne. La più giovane del team ha 17 anni, il più anziano ne ha 54. Della «Crew» fanno parte atleti con disabilità visiva come pure alcuni parzialmente paralizzati. René Hübner è il primo membro in sedia a rotelle. In questo ambiente l’integrazione è un dato di fatto.

 

Dopo ogni batosta cerca una via per guardare di nuovo avanti.

 

Il bambino nell’acqua

Nella vita dell’ex macellaio, il quale ha lavorato anche come guardaboschi e nell’agricoltura, lo sport ha sempre avuto un ruolo importante. Ha giocato per una dozzina d’anni a football americano, con i Raiders San Gallo ha vinto titoli nazionali e internazionali.

Finché un incidente in acqua, nel maggio 2005, ha messo fine alla sua carriera. Sull’isola di Fuerteventura voleva aiutare un bimbo di nove anni che stava rischiando di affogare mentre faceva il bagno in piscina. Correndo per prestare aiuto, scivolò con le sue ciabatte da mare e si fratturò la settima vertebra cervicale cadendo in piscina. Fortunatamente altri ospiti attorno alla piscina reagirono immediatamente.

Il giovane, l’allora bambino della piscina, vive oggi ad Amburgo. René Hübner ogni tanto lo va a trovare, sono come due vecchi ompagni,

René Hübner
René Hübner

51 operazioni chirurgiche

La prima operazione di stabilizzazione della colonna vertebrale ha luogo alle isole Canarie, a Las Palmas. Purtroppo compromettendo anche la laringe e le corde vocali. «Oltre ad essere paralizzato non potevo più parlare», così descrive René Hübner la sua difficile situazione dopo l’incidente.

Viene successivamente trasferito nel Centro svizzero per paraplegici a Nottwil per la riabilitazione, dove si rendono necessari ulteriori interventi. Sinora il tetraplegico ha subìto ben 51 operazioni, ma l’appassionato di sport non si lascia scoraggiare. «Sono d’indole battagliera», spiega, «arrendersi non è da me.» Dopo ogni batosta cerca una via per guardare di nuovo avanti.

Nel Gruppo carrozzella San Gallo trova un nuovo sport nel quale cimentarsi: la pallacanestro. Con il sostegno della Fondazione svizzera per paraplegici acquista una carrozzina speciale e si impegna nella squadra. Praticare sport con regolarità favorisce la sua forma fisica e lo aiuta ad affrontare la vita di tutti i giorni. Ma non solo, facilita anche l’integrazione sociale. Ma lo aspetta già il prossimo colpo: altri interventi chirurgici ad entrambe le spalle costringono il turgoviese a rinunciare al suo nuovo sport.

Fare torte per i leoni

Nella sua cucina a Kradolf-Schönenberg, René Hübner tira fuori un raccoglitore con delle ricette ben archiviate, lo sfoglia brevemente e trova quello che cercava: «Oggi faccio una ‹Schlorzifladen›, una torta alle pere secche, è facile e veloce.» René Hübner prepara questo classico dolce della Svizzera orientale per i suoi colleghi del Club. Si reca tre volte la settimana al L. A. C. Löwen Arm Crew, addizionalmente al suo lavoro in sala attrezzi e le sue sedute dal fisioterapista. «Oggi, dopo l’allenamento, parleremo del trasporto in comune alle prossime competizioni in Slovacchia. Ciascuno di noi porterà qualcosa da mangiucchiare.» Fare da mangiare e preparare dolci lo rilassa, gli piace provare nuove ricette.

Essendo la sua tetraplegia incompleta, ora si alza dalla sua sedia a rotelle e sta in piedi sulle sue proprie gambe per un paio di minuti. Sfrutta abilmente il piano di lavoro della sua cucina, ed anche le manopole dei fornelli e del frigo per appoggiarsi ed allargare il suo raggio di azione. «La sensibilità nelle mie gambe è ritornata tre anni fa», racconta. A dieci anni dall’incidente, è stato come un miracolo. Anche la sua autostima è migliorata. Negli spettacoli con la Guggenmusik lascia la carrozzella dietro le quinte e sta in piedi con dei bastoni.

 

«Sentivo che questo sport era fatto per me.»

 

Prestigio per lo Stato

Nel 2016 il vigoroso turgoviese scopre l’Armwrestling in occasione di un evento nei pressi dove abita. Spronato dal suo fisioterapista, prova questo sport e i primi successi non si lasciano attendere. «Sentivo che questo tipo di sport era fatto per me, mi consente di raggiungere i miei limiti e mettermi alla prova.» Dopo la conquista a sorpresa del titolo di campione svizzero nel 2017 sono seguiti gli inviti ai grandi tornei. E con ciò anche il lavoro di rifinitura alla forza e alla tecnica. Una buona tecnica costituisce la metà del successo, poiché i movimenti al tavolo di competizione sono molto più complicati di quanto si possa percepire dall’esterno. Ci vogliono tre arbitri per tavolo per uno svolgimento corretto della gara.

Mentre in Svizzera il braccio di ferro come sport è piuttosto sconosciuto, in altre nazioni gode di grande interesse, soprattutto nei paesi del vecchio blocco orientale. Queste nazioni investono volutamente nelle medaglie e finanziano ai loro atleti in carrozzella una carriera da professionisti a pieno titolo. «Per una vittoria ricevono dallo Stato una ricompensa di ben 7500 Euro», spiega René Hübner. Lui e i suoi colleghi, invece, praticano questo sport finanziandosi di tasca propria e dipendono dalle sponsorizzazioni. Nemmeno ai tornei internazionali vi è in palio un montepremi.

Sogni

Nonostante pratichi sport attivamente e vada a vedere le partite di hockey su ghiaccio dell’HC Davos con il fan club, lo sport non è tutto. Se si domanda a René Hübner quali siano i suoi obiettivi e desideri, in cima all’elenco vi è il poter ritornare nel mondo del lavoro. Le sue 51 operazioni lo hanno ogni volta fatto regredire, rendendo necessarie ulteriori indagini mediche. Egli sta cercando un compito che possa esercitare per un periodo prolungato. Intravede un’opportunità presso il suo vecchio datore di lavoro nell’agricoltura. Gli animali e la natura significano molto per lui.

Il campione di braccio di ferro non avrebbe comunque una mano forte come il cemento armato, se non si prefiggesse anche degli obiettivi sportivi. Un titolo ai Campionati europei gli pare a portata di mano. Per un titolo mondiale deve ancora imparare dei trucchi tecnici dai suoi colleghi del Club Ivan Sciaroni e Doan Simsek, che praticano questo sport da 25 anni e hanno conquistato già i trofei più importanti. Se René Hübner non incontrerà ulteriori difficoltà, ha intenzione di partecipare ad ottobre ai Campionati mondiali ad Antalya, in Turchia. Vi parteciperanno circa 400 atleti, tra i quali cento persone con limitazioni fisiche.

Prossimamente

Il 16 marzo 2019, René Hübner sarà uno dei tre partecipanti svizzeri al Campionato svizzero di Armwrestling di quest’anno. Allo scopo di far partecipare tutte le persone con una disabilità promuovendo così l'integrazione, la Swiss Armsport Federation (SAF), l’organizzatrice di questo campionato, propone la categoria «Disabled». René Hübner si adopera personalmente a favore di questo sport marginale e racconta sul suo sito della sua attività sportiva.

 

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